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OPEN DAY

SABATO 22 SETTEMBRE DALLE ORE 15.30 ALLE 18.00
Centro IPPOGRIFO San Martino Monte l’Abbate Rimini
https://www.facebook.com/centroippogriforimini/

SABATO 29 SETTEMBRE DALLE ORE 15.30 ALLE 18.00
Circolo Ippico LE QUERCE San Martino dei Mulini Santarcangelo
https://www.facebook.com/centroippicolequerce

Per tutti i bambini da 6 a 10 anni e per i ragazzini dagli 11 ai 13 anni che vogliono coniugare la voglia di divertirsi e stare all’aria aperta dopo la scuola, al desiderio di praticare attività fisica e intraprendere avventure indimenticabili, e condividere il momento dei compiti con amici e personale specializzato nel trovare strategie per rendere questo momento meno pesante e costruttivo.

DALLE ORE 14.30 ALLE ORE 18.00 – nei pomeriggi da ottobre 2018 a maggio 2019

Le attività saranno di vario genere svolte negli ettari di pertinenza dei centri e nelle zone limitrofe. In caso di pioggia e forte freddo verranno utilizzati spazi all’interno al caldo dei nostri camini!

Sport

Avviamento all’equitazione, volteggio ludico ricreativo a cavallo, piccolo circo, trail running (corsette tra gli ulivi, vigne e paulonie), camminate lungo il fiume, percorsi nel verde.

Avventura/Natura

Bushcraft (conoscenze e tecniche per stare in ambiente naturale: acqua, fuoco, rifugio), arrampicate (giochi e divertimenti con le corde nel bosco), Orto (imparare a prendersi cura dell’orto). Altre esperienze “fuori”: – conoscere la nostra città e il territorio da un altro punto di vista: storico, culturale e artistico – visita al centro di recupero selvatici di Anpana con escursione al fiume Marecchia- visita al canile di Rimini S.Cerni – una giornata di trekking in montagna nel bosco: percorsi base di sopravvivenza (“bushcraft”) autunno 2018 – rivolto alle sole scuole medie-fine percorso per le medie con tendata presso i centri equestri, insieme ai gruppi Scout.

Gioco/Animali

Asinomania (giochi e trekking con i nostri amici asini), giochi e conoscenza dei nostri amici cani, faccio lo stalliere (mi prendo cura del cibo e pulizia di asini e cavalli e di tutti gli altri animali. L’ape Lara: il mondo delle api- Ippogrifo, la fattoria: pecore, galline, papere-Le Querce.

Quando

Tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì, DA SCEGLIERE, dalle ore 14.30 alle ore 18.00 – DUE VOLTE ALLA SETTIMANA –

Aiuto compiti

Uno spazio alternativo dove incontrarsi: progetto educativo con obiettivi pedagogici chiari che sfrutti sia lo “strumento” dei compiti che attività di altra natura. Un percorso che sia Personalizzato e valorizzi le competenze e le risorse del singolo in una dinamica di gruppo, attiva e collaborativa. Suddividere le 3 ore in una fascia di 2 ore dedicata ai compiti e la terza ora dedicata, invece, a laboratori e altre attività educative. Nelle 2 ore di compiti si avrebbe la possibilità di sperimentare strategie di inclusione, educazione attiva, anche facendo tesoro delle esperienze outdoor che il gruppo vivrà nel pomeriggio nella natura. GESTITO DA PSICOLOGI ED EDUCATORI SPECIALIZZATI dell’APS Eduaction e dell’Associazione Arbor Vitae.

Costi

DA OTTOBRE A DICEMBRE: 10 settimane, 20 incontri € 120,00
DA GENNAIO A MAGGIO: 17 settimane, 34 incontri € 240,00
DA OTTOBRE A MAGGIO: 27 settimane, 54 incontri € 325 cioè € 6 ad incontro. (riusciamo ad offrire un costo così basso grazie ad un contributo regionale)
MINIMO 15 PARTECIPANTI

“Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo”.

Tiziano Terzani

 

“Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi. E’ il momento di uscire allo scoperto; è il momento d’impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi.”  Tiziano Terzani.

 

“Maestro, mio figlio ha riportato la pagella con un voto basso in matematica e alto in disegno. Vado a cercare un professore esperto in matematica che lo possa aiutare? Assolutamente no, vai a cercare il maestro di disegno più bravo che c’è ” A. Jodorowskj.

 

“Non è necessario avere una religione per avere una morale. Perché se non si riesce a distinguere il bene dal male, quella che manca è la sensibilità, non la religione.” Margherita Hack.

 

“Pensare ad un fanciullo capace di produrre e assimilare cultura elaborando metafore, giocando con i simboli, scoprendo – attraverso la natura- la poesia, la musica, la letteratura, il ritmo, e l’arte da raccontare” (Giuseppe Barbiero, “Ecologia Affettiva”).

 

“Capace di elaborare, pensare e progettare il proprio futuro, alla qualità della vita, alla rigenerazione delle risorese, alla democratizzazione del sistema economico…” (Jeremy Rifkin, “La società a costo marginale zero, la terza rivoluzione industriale”).

 

“I bambini hanno bisogno di noi adulti – genitori, insegnanti e della più vasta comunità – per imparare a scorgere 

soluzioni sostenibili, per orientare le azioni necessarie al cambiamento e riconoscere l’importanza vitale del nostro “posto nella natura” (D

avis, 2009).

 

“se vogliamo creare una società che ami e rispetti la natura, dobbiamo offrire ai suoi cittadini esperienze della natura che cambino la loro vita” (Joseph Bharat Cornell)

 

Uno dei più importanti compiti della società dovrebbe essere quello di comunicare ai bambini, e agli adolescenti, attravers

o i nostri atteggiamenti, i valori, le conoscenze e le competenze necessarie a ripensare e modificare gli attuali modelli di pensiero e di azione per g

arantire salute, giustizia, integrazione e sostenibilità per tutti.

Prevenzione ed educazione per creare menti ecologiche: trasmettere le giuste motivazioni che sostengano le persone quando decidono di prendersi cura della Natura, della città, del mondo, delle persone, degli animali, e quindi di sè stessi e di tutta la comunità.

Guadare un ruscello, camminare in un percorso impervio, avvicinarsi e prendersi cura degli animali, portano ad un aumento dell’autostima, consapevolezza corporea, concentrazione, quindi con tutti i benefici dal punto di vista, motorio, psichico e mentale.

I processi di progressiva artificializzazione del territorio, il sopravvenire di nuovi pericoli (e la mutata percezione degli stessi), il modificarsi dei ritmi e degli stili di vita hanno progressivamente ridotto per i bambini, e non solo per loro, le opportunità di contatto con la natura, da sempre insostituibile compagna di giochi, avventure e scoperte; opportunità di contatto con il VERO, e con le ESPERIENZE. Stiamo vedendo una trasformazione epocale che riguarda la perdita di contatto, particolarmente evidente nelle giovanissime generazioni, tra la specie umana e il mondo fisico circostante. In questo scenario, le esperienze attivate assumono un ruolo decisivo.

Oggi il bambino è “a rischio” non per i pericoli che potrebbe incontrare nella sua vita ordinaria, familiare e scolastica, ma perché non corre alcun rischio, non impara a “mettere in gioco” le sue capacità psicomotorie naturali. Il bambino è in pericolo per inazione. La sua educazione diventa antipedagogica poiché gli vengono “sottratte” (o rese asettiche) le esperienze nella realtà-vera dove sono il corpo, il movimento, i sensi, le relazioni concrete con le cose e con le persone a guidare la sua maturazione ciascuno con i propri diritti, le proprie motivazioni, le proprie differenze da riconoscere e valorizzare (le abilità, le disabilità, le diverse motivazioni al movimento e al gioco). Il senso autentico dell’educazione è quello di aprire i campi d’esperienza al bambino, non di chiuderli.

Un’attenzione particolare va alla sostenibilità ambientale, alla mentalità ecologica del nucleo famigliare, puntando sul legame profondo stabilito durante l’infanzia con la natura, legame che crediamo renderà i bambini di oggi, cittadini più responsabili domani, e inclini a stili di vita più sostenibili.

Prevenzione, approcci metodologici evolutivi, mettere al centro i desideri dei bambini per accogliere le loro proposte per poter accompagnarli in un percorso educativo piacevole, interessante, pieno di stimoli per creare partecipazione attiva alle attività proposte sia per il singolo individuo, percependo esigenze delle potenzialità singole, sia insegnando all’allenamento dell’attività di gruppo, per sfociare poi nella socialità, nel imparare a riconoscere il BENE COLETTIVO della comunità inteso come bene del singolo cittadino

SCUOLE MEDIE 11/13 anni   Attenzione all’adolescenza. Adolescenti tra sogni problemi e aspettative e aspirazioni. Alla comunità e ai legami esistenti, da sviluppare con il territorio e con l’ambiente: entra in gioco l’“ecologia affettiva”, lo studio delle relazioni insieme affettive e cognitive che gli esseri umani instaurano con il mondo vivente e non vivente.  Dalla fotografia degli adolescenti scattata dalla Regione nella ricerca “Mappa degli adolescenti in Emilia-Romagna”, emerge che sono 381mila e rappresentano l’8,5% del totale della popolazione regionale gli adolescenti (tra gli 11 e i 19 anni d’età) che vivono in regione.

Per il 51,7% sono maschi, per il 48,3% femmine; per il 13% sono stranieri. Il 30% dei giovani è sicuro di dover lasciare l’Italia in futuro, il 53% è indeciso. Il 10% fa attività di volontariato; mille giovani sono coinvolti nello scoutismo, oltre 15 mila ha

nno svolto il servizio civile tra il 2004 e il 2016 e oltre l’80% considera l’amicizia importante (e si tiene prevalentemente in contatto con gli amici con nuovi mezzi di comunicazione).

Se l’immagine degli adolescenti risulta positiva nel suo complesso, la ricerca rivela anche che dal 2012 al

2014 sono raddoppiati gli adolescenti in carico ai servizi con disturbi del comportamento alimentare (oggi sono poco più di 200 in regione); l’uso di sostanze stupefacenti è diffuso e variegato (25% cannabis; 4% cocaina; 4% allucinogeni; 4% stimolanti; 1,5% eroina). Il 4% dei giovan

i è

a rischio dipendenza ludopatica e, anche in una regione come l’Emilia Romagna, vi è stato un forte incremento dei minori in situazione di povertà (in un biennio si è passati da 4 a 8 minori su 100), in seguito alla severa crisi economica degli ultimi anni.

ASCOLTARE i ragazzi sia nella scuola che nell’extra scolastico e nelle altre attività eventualmente da loro svolte. Riuscire a coinvolgerli mettendo al centro i loro sogni le loro richieste, partire dalle loro aspettative e critiche per lavorare in prevenzione sul territorio; indirizzarli e riattivarli con attività nuove, comprensibili, legandosi comunque con la tecnologia, che è il loro linguaggio primario in questo momento storico. Incuriosirli alla conoscenza, alla criticità, al sapere, al conoscere, al dialogo, al fare; insomma fare più cultura aumentando e valorizzando la consapevolezza e riconoscimento del sé.

Il rapporto con la natura, gli animali porta i seguenti cambiamenti nella mente delle persone:

  • Insegnare a pensare: i giovani prestano più attenzione ai beni comuni perché cominciano a percepirne la mancanza. Non solo acqua, aria, terra, territorio, mare, ma anche beni relazionali e immateriali quali il linguaggio le relazioni e i saperi. Prendere decisioni, trovare strategie, avere obiettivi.

 

  • Attenzione e cura della promozione del benessere scolastico come fattore di contrasto alla dispersione scolastica e all’insuccesso formativo. Grazie al lavoro sui desideri, all’attenzione delle potenzialità di ogni individuo, allo sviluppo delle arti e creatività, si sviluppano maggiori interessi e possibilità di interesse scolastico.
  • Educare alla complessità, non alla logica sommativa: più esperienze abbiamo, più capacità e competenze avremo. Quindi perché non costruire esperienze partendo dai loro interessi, liberando la loro curiosità, ragionando in ottica interdisciplinare e facendoli innamorare della poesia, della scrittura, della matematica, ma soprattutto di se stessi e della vita.
    Le esperienze nel bosco, in natura, la selvatichezza sono esperienze complesse che portano naturalmente all’elaborazione di processi di complessità.

 

  • Collaborazione con le istituzioni scolastiche per l’attivazione dell’ascolto come strumento di promozione del benessere scolastico e intercettazione precoce delle situazioni problematiche.
  • Progettazione e attuazione di interventi di promozione di sani stili di vita e di educazione all’affettività, in collaborazione con le istituzioni scolastiche e con il coinvolgimento attivo degli studenti. La riattivazione del corpo in attività spontanee motorie non strutturate. Camminate, esplorazioni, Trekking.

 

  • Cura delle relazioni tra generi, tra generazioni, tra culture: e il cavallo, asino e cane, sono ottimi mediatori in questo percorso. Infatti la comunicazione non verbale con un altro essere vivente diverso da noi, con emozioni diverse, induce a mettersi in ascolto. L’animale non giudica, davanti all’animale siamo tutti uguali.
    I nostri amici animali sono ottimi equilibratori e mediatori: aumenta l’autostima nei soggetti introversi e insicuri; aumenta l’umiltà e abbassa l‘erausal nei soggetti arroganti, soprattuto con il cavallo perché ci troviamo di fronte ad un essere vivente di 750 kg che agisce di conseguenza alle nostre azioni. Inoltre la relazione con l’animale presenta delle importanti valenze di tipo educativo, stimolativo, di sostegno, e migliora la relazione con le altre specie attraverso la conoscenza, l’accettazione e la valorizzazione della loro diversità.

 

  • Sperimentarsi per capirsi, ritrovarsi e scoprire quante potenzialità custodiamo e quante attività ci piacciono e siamo in grado di fare; imparare a trovare strategie per il raggiungimento dei propri obiettivi; imparare a convivere con la frustrazione e accettarla per poter diventare resilienti e aumentare l’autostima di ogni individuo.
  • L’accettazione di sé, degli altri, la diversità come opportunità. Sviluppare le Life Skills; sviluppare l’intelligenza interpersonale, focalizzata sulla lettura degli stati d’animo altrui, e l’intelligenza intrapersonale, centrata invece sugli stati d’animo propri, utilizzati per interpretare quelli altrui. Gardner (1999) cita anche l’intelligenza naturalistica, ovvero la capacità di riconoscere ed entrare in relazione con gli organismi viventi e gli oggetti naturali e di elaborare informazioni che permettono di distinguere tra oggetti naturali e artificiali.

 

  • La tutela dei diritti alla partecipazione, all’ascolto, alla conoscenza e ad un ambiente di vita che garantisca e promuova benessere e salute sono i principi ispiratori degli interventi rivolti agli adolescenti.
    L’adolescenza è una fase della vita di grande importanza per le sfide e i cambiamenti che porta con sé. È una fase delicata e di possibile fragilità che ha bisogno di attenzione e accompagnamento da parte del mondo adulto e dei servizi.

 

  • Attivare ecosaperi per una cultura ecologica: L’Ecologia umana studia le complesse interazioni tra le popolazioni umane, organizzate in comunità, ed i fattori abiotici, biotici e culturali del loro ambiente di vita, sia in relazione ai fenomeni di adattamento all’ambiente che per comprendere l’importanza delle diversità ambientali nello sviluppo delle comunità umane.

 

Tutti questi obiettivi sono perseguibili grazie ai percorsi di EDUCAZIONE AMBIENTALE che non implicano soltanto o soprattutto un problema di maggiore o migliore conoscenza degli “ambienti naturali”, ma che riguardano i processi di trasformazione dei modi di pensare e di agire dei soggetti singoli e collettivi, in relazione a trasformazioni fondamentali che riguardano i sistemi socio-economici e i sistemi culturali;

La capacità di apprendere, soprattutto di apprendere dall’esperienza e, quindi, di apprendere anche dagli errori è fondamentale per la sopravvivenza e per l’evoluzione non solo degli individui ma anche delle organizzazioni, che debbono confrontarsi in continuazione con le perturbazioni e i cambiamenti dei propri ambienti di vita. Si privilegia quindi l’immersione dei ragazzi in un ambiente “altro”, ricco di dissonanze percettive e cognitive rispetto alle rappresentazioni mentali in precedenza elaborate: dalle interazioni con il nuovo ambiente si sviluppano “contrasti” forti, tali da far scaturire interrogativi, stupore, avventure, nuove elaborazioni, “riaggiustamenti” delle mappe affettive e concettuali.

La parrocchia o la club house: uno spazio alternativo dove incontrarsi: progetto educativo con obiettivi pedagogici chiari che sfrutti sia lo “strumento” dei compiti che attività di altra natura.
Ogni gruppo (inclusivo, senza prevedere, quindi, alcuna differenziazione nella proposta educativa per i diversi utenti) un pomeriggio alla settimana dalle 15 alle 18, bambini e ragazzi aderenti al progetto potranno condividere insieme il momento dello svolgimento dei compiti ma in un’atmosfera e in un’ottica differente, un percorso che sia personalizzato e valorizzi le competenze e le risorse del singolo in una dinamica di gruppo, attiva e collaborativa.

suddividere le 3 ore in una fascia di 2 ore dedicata ai compiti e la terza ora dedicata, invece, a laboratori e altre attività educative.

Nelle 2 ore di compiti si avrebbe la possibilità di sperimentare strategie di inclusione, educazione attiva, anche facendo tesoro delle esperienze outdoor che il gruppo vivrà nel pomeriggio nella natura, cooperative learning, relazione di aiuto etc… Utilizzeremmo strategie di apprendimento evolute basate su strumenti che da “compensativi” possano diventare “facilitanti”.

“Che noia fare i compiti”, “Speriamo di farli bene”, “Facciamo i compiti altrimenti a scuola mi rimproverano e i miei genitori si arrabbiano”, sono frasi normali che nascondono però paure, disagi e una buona dose di condizionamento che coinvolge grandi e piccoli. Il momento pomeridiano del progetto “Cavalcare l’Ippogrifo” vuole essere un piccolo ma significativo contributo ad un modo di vedere e vivere le cose della vita in modo differente, nel senso di più centrato sulla persona, la sua unicità e le sue preziose potenzialità di sviluppo, per il bene proprio e la società in cui si vive. Partire dallo “scoglio” dei compiti scolastici vuol dire provare ad iniziare a “rasserenare” un ambito di vita in cui spesso emergono dinamiche conflittuali. Come? Mettendo al centro l’accoglienza, l’ascolto e la relazione empatica, cercando anche allo stesso tempo di trasmettere un’idea viva e benefica di un “dovere” vissuto spesso come un peso, per molteplici ragioni. I ragazzi verranno guidati nella “fatica” quotidiana dei compiti con attenzione e apertura. Al contrario, è bandita la competizione e il giudizio verso gli altri, favorendo un clima di valorizzazione di ciò che si è e che si può fare insieme, passo dopo passo. Il percorso verrà condotto da psicologhe dell’età evolutiva, educatrici professioniste (con esperienze anche di multiculturalità), preparate alla trasmissione di metodi di studio personalizzati e funzionali al raggiungimento di obiettivi scolastici, ma soprattutto preparate e sostenitrici del rispetto dei tempi e delle singolari e preziose modalità di ogni singolo bambino. Il lavoro verrà svolto nella consapevolezza che ogni giovane è un tesoro da scoprire, un prezioso “mistero” che non aspetta altro che essere riconosciuto, riconoscersi e sbocciare.
Il momento dello svolgimento dei compiti diventa quindi strumento di contatto umano, di ascolto, di ricezione di segnali a volte emanati a vuoto e che invece devono essere raccolti, custoditi e usati come materia di riflessione e relazione a giovamento di colui che lo ha emesso. Nella terza ora, veri e propri percorsi con tematiche e obiettivi pedagogici precisi da sviluppare con calendarizzazione studiata all’interno del periodo ottobre/maggio in cui i bambini/ragazzi frequenterebbero.

In questo modo, potremmo lavorare sull’autonomia negli apprendimenti e di vita, sull’autostima, sulla fiducia e sulle emozioni, in una logica capacitante.

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